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giu

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La nascita del “Patto Mondiale per l’Ambiente” è la risposta alle posizioni di Trump sui mutamenti climatici?

La nascita del “Patto Mondiale per l’Ambiente” è la risposta alle posizioni di Trump sui mutamenti climatici?

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione con la quale ha chiesto al segretario Generale Antonio Guterres di elaborare un rapporto entro la fine di settembre che individui le lacune del diritto internazionale in materia di ambiente.

Le Nazioni Unite con l’Assemblea Generale dell’11 maggio hanno approvato una risoluzione che rappresenta il primo tassello di un mosaico che raffigura la nascita di un nuovo patto : il Patto mondiale per l’ambiente.
Alla fine della sessione con sette astenuti e cinque contrari (Stati Uniti, Russia, Turchia, Siria e Filippine), la risoluzione ha dato mandato al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, di elaborare un rapporto per la prossima sessione dell’assemblea generale che inizierà a settembre, rapporto in cui si identificano e si valutano le possibili lacune nel diritto ambientale internazionale e nei relativi strumenti giuridici, da presentare nel mese di settembre alla prossima sessione dell’assemblea generale.
La risoluzione individua e crea un gruppo di lavoro che dovrà discutere sulle possibili opzioni per affrontare le eventuali lacune. L’obiettivo è formulare raccomandazioni all’assemblea nel 2019, che potrebbero comprendere una conferenza per “adottare uno strumento internazionale”.

“Il deterioramento senza precedenti del nostro ambiente già causa centinaia di migliaia di morti che possono essere ricondotti al riscaldamento planetario, all’inquinamento di aria e acqua, ed al peggioramento della biodiversità e del suolo”, ha detto l’ambasciatore francese all’Onu, Francois Delattre, prima del voto. “Questi attacchi all’ambiente stanno colpendo in primo luogo le popolazioni più vulnerabili. Se non agiamo in modo deciso – ha concluso – ci esporremo a conseguenze disastrose: l’esaurimento delle risorse naturali, le migrazioni e un’ondata di conflitti”.

La paternità di questa iniziativa va assegnata al Presidente della Repubblica Francese – Emmanuel Macron   ed all’ex governatore della California ed attuale presidente di R20Regions for Climate Action, Arnold Schwarzenegger:

La proposta, composta da 26 articoli già adottati da altre dichiarazioni internazionali,   secondo i suoi promotori,   potrà essere utilizzata una volta approvata, in tribunale contro aziende e Stati. Ovviamente proprio per questo ci saranno notevoli opposizione nell’adozione,  ma si può ipotizzare che questa è la strada giusta su cui muoversi: trasformare gli accordi climatici, frammentati in decine di diverse convenzioni, in un accordo unico al pari di quelli sui diritti civili e politici e sui diritti  economici,sociali e culturali già adottati dall’Onu nel 1966. 

Le falle negli Accordi di Parigi sono ormai palesi e la posizione americana non aiuta la comunità internazionale nella lunga battaglia contro i mutamenti climatici. La necessità di agire in modo concreto, diretto e immediato non lascia spazio ai soliti compromessi a cui la politica mondiale è abituata: ormai occorrono fatti non parole.

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